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Da Istanbul alla Cappadocia in auto: le tappe del viaggio

Istanbul-Cappadocia in auto a noleggio: due varianti di percorso, le soste che valgono la deviazione e cosa organizzare prima di mettersi al volante.

5 min di lettura Di Turkey eSIM Team
Da Istanbul alla Cappadocia in auto: le tappe del viaggio

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Si può fare il tragitto da Istanbul alla Cappadocia in auto tutto d’un fiato, ma è il modo peggiore di farlo. Il viaggio funziona se lo si divide in tappe: una variante a nord passa per Bolu e Ankara, una a sud per Bursa, Eskişehir e Konya, ed entrambe arrivano sull’altopiano attraverso Aksaray. Chi sceglie l’auto invece del volo interno per Kayseri o Nevşehir lo fa proprio per vedere ciò che sta in mezzo, quindi conviene progettare il percorso attorno alle soste, non attorno all’arrivo.

Dove ritirare l’auto

La prima decisione si prende prima di partire: da quale lato di Istanbul ritirare la macchina. Chi la prende sul lato europeo, per esempio all’aeroporto di Istanbul, deve attraversare il Bosforo su uno dei ponti o nel tunnel Eurasia, nel traffico della città. Chi la ritira sul lato asiatico, all’aeroporto Sabiha Gökçen, parte già nella direzione giusta. Il nostro consiglio è il secondo, soprattutto se i giorni a Istanbul li fate prima, senza auto. Chiedete al noleggiatore come vengono addebitati i pedaggi elettronici di autostrade e ponti, e se la restituzione in Cappadocia comporta un supplemento per il noleggio di sola andata.

La patente e i documenti

Con una patente italiana, la domanda da fare è se il noleggiatore chiede anche il permesso internazionale di guida. La risposta va letta nelle condizioni del contratto, non dedotta da un forum, e il permesso si richiede in Italia alla Motorizzazione prima della partenza. Nel bagagliaio tenete il contratto di noleggio e i documenti del veicolo che vi vengono consegnati: ai controlli stradali sono la prima cosa che si mostra. Si guida a destra come in Italia, e la segnaletica autostradale turca usa colori e simboli che un automobilista europeo riconosce senza sforzo.

La variante nord: Bolu e Ankara

È la strada più diretta verso la capitale. Dopo Izmit l’autostrada sale verso le montagne di Bolu, con boschi che sorprendono chi immagina la Turchia come una distesa arida; il lago di Abant è una deviazione breve per una pausa. Chi ha un giorno in più può spingersi a nord fino a Safranbolu, città ottomana protetta dall’UNESCO, e dormire in una delle sue case in legno. Ad Ankara valgono la sosta il mausoleo di Atatürk, Anıtkabir, e il Museo delle civiltà anatoliche, che prepara bene alla Cappadocia: molti reperti vengono proprio dall’altopiano che state per attraversare.

La variante sud: Bursa, Eskişehir e Konya

Questa variante allunga il percorso ma tocca tre città che pochi italiani vedono. Bursa è stata la prima capitale ottomana, con la Grande Moschea e il mercato della seta. Eskişehir sorprende con il quartiere di Odunpazarı, case ottomane colorate e un museo d’arte contemporanea progettato da Kengo Kuma. Konya è la città di Mevlana: il museo dedicato al mistico e ai dervisci rotanti è la ragione principale per passarci. Da Konya verso Aksaray la strada passa accanto al caravanserraglio di Sultanhanı, uno dei più grandi dell’epoca selgiuchide, una sosta che non richiede deviazioni.

Le due varianti a confronto

VarianteTappe principaliPer chi
NordBolu, lago di Abant, Safranbolu (deviazione), AnkaraChi vuole il percorso più lineare e un giorno in capitale
SudBursa, Eskişehir, Konya, SultanhanıChi ha più giorni e cerca città storiche fuori dai circuiti
MistaBursa all’andata, Ankara al ritornoChi rientra in auto a Istanbul invece di volare

Su tempi di guida e chilometri non scriviamo cifre: dipendono dalla variante, dalle deviazioni e dal traffico in uscita da Istanbul. Il navigatore, con l’itinerario già impostato, dà una stima più onesta di qualsiasi tabella.

L’ultimo tratto: il lago salato e Aksaray

Le due varianti si avvicinano sull’altopiano centrale. Chi arriva da Ankara costeggia Tuz Gölü, il grande lago salato: in alcuni punti lungo la strada si può camminare sulla superficie bianca, e la luce del tardo pomeriggio è la ragione per arrivarci a quell’ora. Da Aksaray si entra nella valle di Ihlara, un canyon con chiese rupestri, prima di raggiungere Göreme, Ürgüp o Uçhisar. Sull’altopiano noi evitiamo di guidare con il buio: strade lunghe e dritte, camion, illuminazione scarsa fuori dai centri abitati. Meglio fermarsi una notte in più.

Arrivare in Cappadocia con l’auto

L’auto in Cappadocia è un vantaggio, perché le valli e le città sotterranee sono sparse e i tour organizzati seguono orari fissi. Prima di prenotare, chiedete all’hotel dove si parcheggia: molti alberghi nella roccia si trovano in vicoli stretti, e ne abbiamo parlato nel nostro articolo sugli hotel grotta in Cappadocia. Se il vostro piano include la mongolfiera, la sera prima conviene controllare se il volo è confermato, come spiegato nella guida su come sapere se domani si vola. E se state decidendo quanti giorni dedicare all’intero giro, c’è un confronto su quanti giorni servono per un on the road in Turchia.

In un viaggio in auto la connessione dati serve al navigatore, alle prenotazioni del giorno dopo e al passeggero che fa da copilota con il telefono. Scaricate comunque le mappe offline della regione, perché sull’altopiano ci sono tratti lunghi lontani dai centri abitati. Per la linea, la scelta pratica è Turkey eSIM: la installate a casa con il Wi-Fi prima della partenza, così al ritiro dell’auto non c’è nulla da fare, nessun negozio da cercare a Istanbul e nessuna registrazione del passaporto, e dal telefono del guidatore potete condividere la rete con chi viaggia con voi. I passaggi sono nelle guide all’installazione e le durate dei piani nella pagina dei prezzi per la Turchia.

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